I meccanismi del fotoinvecchiamento cutaneo perché il sole fa invecchiare la pelle

I meccanismi del fotoinvecchiamento cutaneo: perché il sole fa invecchiare la pelle?

22 Febbraio 2022 -  OFI S.p.A.

Non si può ignorare il fatto che il sole rappresenti una delle cause principali del cosiddetto fotoinvecchiamento (photoaging) dell’epidermide e costituisca la principale causa di cancro della pelle.

L’esposizione ai raggi solari ultravioletti UVA e UVB, giustifica da sola il 90% dei sintomi dell’invecchiamento epidermico precoce (skin aging). La maggior parte dei danni da fotoinvecchiamento inizia già all’età di vent’anni e il grado di danno all’epidermide, causato dai raggi solari, è direttamente proporzionale al tempo totale di esposizione alla radiazione e, inversamente, al tipo di protezione pigmentale personale.

Cosa succede alla pelle quando siamo esposti ai raggi solari

Nel derma le radiazioni provocano la rottura delle molecole di collagene (collagen break down), le maggiori proteine strutturali della pelle, causando l’abnorme accumulo di elastina (la proteina che conferisce plasticità ai tessuti).

In risposta all’accumulo di elastina fotoindotto, viene prodotta nel derma un’eccessiva quantità di enzimi detti Metalloproteinasi di Matrice (MMP).

  • Cicatrici solari

Recenti studi dimostrano che in persone con fenotipo chiaro, un’esposizione alla luce solare diretta di 15 minuti comporta un aumento di concentrazione di metallo proteinasi che rimane elevata per almeno una settimana. È normale che tali proteinasi vengano attivate per rimodellare e ricostituire le fibre di collagene, riequilibrando il rapporto collagene/elastina guastato dagli insulti del sole, ma il processo risulta imperfetto, proprio perché è stato eccessivamente stimolato.

Il risultato è una formazione disomogenea (matrix) di fibre di collagene piuttosto “disorganizzate” dette cicatrici solari. La ripetizione di questa ristrutturazione imprecisa porta alla formazione di solchi (scars) o piccole rughe.

In dermatologia le rughe dovute all’elastosi solare sono dette rughe attiniche: sono presenti sul viso conferendo alla cute un aspetto corrugato, “a pergamena” o, allo stadio più avanzato, “a tessuto sgualcito” a causa della perdita di elasticità.

  • Radicali liberi

I raggi UV sono inoltre uno dei principali artefici della formazione di radicali liberi, cioè molecole di ossigeno altamente instabili per l’assenza di un elettrone nella propria orbita. Poiché la stabilità molecolare è legata alla presenza di un paio di elettroni, tali molecole danno la caccia ad altri radicali per rubare un elettrone e raggiungere la stabilità.

Il processo di “caccia all’elettrone mancante” si ripete a livello intermolecolare nelle cellule (come una sorta di onda d’urto), causando anche danni funzionali e alterazione del materiale genetico. L’aumento di radicali liberi porta alla formazione di rughe poiché vengono attivate le metalloproteinasi di matrice (MMP) come già spiegato poc’anzi, che portano ad un collasso delle fibre di collagene.

Infine i raggi UV attaccano anche gli enzimi che intervengono nei processi di riparo del DNA danneggiato anch’esso dalle radiazioni.

Sono tuttora in corso numerosi studi sul ruolo dell’enzima endonucleasi di restrizione T4N5 nel fotodanneggiamento cellulare da prolungate esposizioni solari.

  • Teleangectasie

L’esposizione prolungata ai raggi solari provoca anche la comparsa di teleangectasie, sottilissimi capillari sull’epidermide e discromie cutanee. Specialmente sul viso i cambiamenti di pigmentazione fotoindotti più evidenti sono macchie o lentiggini o nevi lenticolari, detti anche volgarmente “macchie di vecchiaia”.

Le persone con fototipo chiaro sono più soggette a questo tipo di inconveniente, che si verifica quando i melanociti, cioè le cellule produttrici di melanina, sono danneggiate. Le macchie cutanee si formano solitamente sul dorso delle mani, sul decolletè, spalle, braccia e parte superiore del dorso. Attualmente si ritiene che la loro comparsa sia da mettere in correlazione con i danni da esposizione al sole, più che con l’età.

  • Discromie cutanee

Gli UV sono inoltre responsabili della formazione di altre discromie cutanee specialmente su gambe e braccia, costituite da piccole macchie bianche, zone in cui i melanociti sono stati distrutti. La luce del sole ha dunque un profondo e intimo impatto sull’epidermide causandone senz’altro l’invecchiamento precoce.

  • Altri effetti

Molti cambiamenti epidermici che comunemente si ritenevano legati al crono invecchiamento (cronoaging), come per esempio la facile desquamazione o le rugosità superficiali, in realtà attualmente sono stati dimostrati essere proprio imputabili al fotoinvecchiamento (photoaging). 

Fotoinvecchiamento della pelle: esistono dei rimedi? 

Innanzitutto è bene ricordare che è fondamentale applicare la protezione solare quando ci espone ai raggi solari. Non solo al mare, in montagna o quando si va in vacanza ma in realtà sarebbe sempre utile applicare cosmetici con i filtri solari sulla pelle. La stagionalità dei solari può, infatti, essere finalmente abbattuta estendendone il consumo per tutto il corso dell’anno grazie alla funzione di protezione non solo dai raggi UV ma anche dal foto invecchiamento.

Negli ultimi anni è emersa la consapevolezza dei consumatori, a livello mondiale, dell’impatto dell’inquinamento indoor e outdoor sulla pelle.

Esistono ormai moltissimi cosmetici con filtri solari, dalle creme viso ai fondotinta, che sono fondamentali durante il giorno anche per prevenire l’inquinamento e il foto invecchiamento. Oltre a questo esistono anche dei trattamenti mirati per la pelle che vogliono andare a eliminare discromie, macchie solari e imperfezioni cutanee dovute al foto invecchiamento

Uno di questi è il trattamento al retinolo, da fare rigorosamente di notte applicando un filtro solare sulla pelle di giorno.

È utile inoltre idratarsi, limitare l’esposizione solare, non usare prodotti aggressivi e prendersi cura della propria barriere cutanea.

L’ultima frontiera della dermocosmetica è quella di proteggere e riequilibrare il proprio microbioma con l’uso di cosmetici con probiotici e prebiotici direttamente sulla pelle, per ricreare l’ambiente più salutare della nostra barriera cutanea.

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