Protezione solare: facciamo chiarezza su raggi UVA-UVB, filtri solari e SPF

6 Luglio 2021 -  OFI S.p.A.

Abbronzatura? Sì, ma in sicurezza: scopri cosa sono i raggi UVA-UVB, come agiscono sulla nostra pelle e come possiamo proteggerci.

Cosa sono i raggi UVA-UVB e che effetto hanno sulla nostra pelle

Anche se ci si abbronza lentamente e senza bruciarsi, il pericolo per la salute della pelle è alto.

Gli UVB sono i raggi solari che scottano l’epidermide e che hanno un immediato e pericoloso impatto sull’epidermide. I danni da UVB hanno luogo nel primo minuto (sì, proprio 60 secondi) della prima esposizione alla luce solare.

Gli UVA sono i killer silenziosi del sole. Essi non si avvertono, ma sono la causa primaria di rughe e danni dell’epidermide. Essi penetrano anche attraverso gli occhiali non schermati. Anche durante le giornate nuvolose, la luce dei raggi solari ha impatto sulla nostra pelle.

Solo stare all’ombra o indossare un cappello protegge il volto dai raggi del sole. Inoltre, le superfici che ci circondano, come acqua, cemento o prato d’erba, riflettono i raggi deviandoli dal terreno verso l’epidermide dando dunque una doppia dose d’esposizione. Anche l’altezza è una variabile di incremento all’esposizione solare: per ogni 1000 piedi di variazione in altezza, la potenza del sole aumenta del 4%.

Cosa è l’SPF?

Il numero del fattore solare di protezione stampato su una crema (SPF) ci dice quanto a lungo ci si può esporre al sole prima di bruciarsi.

Se, normalmente, ci vogliono 15 minuti di esposizione al sole prima che la propria epidermide si arrossi, una crema SPF 15 ci permetterà di rimanere sotto il sole almeno 3 ore e mezza senza ustionarsi; se invece ci si arrossa in 10 minuti, la medesima crema SPF15 ci consentirà un’esposizione di 2 ore e mezza. La formula è 10 (minuti, o minima dose eritemigena) x 15 (SPF) = 150 minuti, cioè 2,5 ore.

Se però ci si bagna o si suda molto, è indicato proteggersi con creme solari resistenti all’acqua (water resistant) con filtri che consentono una protezione variabile tra 40 e 80 minuti prima di un’ulteriore applicazione del prodotto.

SPF e raggi UVA

L’SPF è un elemento cruciale ma, fondamentalmente, riguarda esclusivamente le bruciature solari determinate dai raggi UVB.

È pericoloso per l’epidermide non avere una protezione contro i raggi UVA. Non ci sono numeri che ci informano sulla protezione dalle radiazioni UVA, benché alcune case produttrici abbiano già iniziato ad utilizzare scale di protezione a simboli (+) o (*) che, in ogni caso, non sono ancora state approvate dalle commissioni scientifiche regolatorie.

Come funziona nel dettaglio l’SPF

Snoccioliamo dei numeri: un SPF 10 scherma circa l’85% dei raggi UVB, un SPF 15 blocca circa il 95%. Un SPF anche più alto di 30 non scherma molto di più, ma prolunga solo il tempo di esposizione senza incorrere in scottature.

Dunque, anche se si utilizza un prodotto SPF 50, esso ha comunque dei limiti e lascia comunque passare una piccola percentuale di raggi UV nell’epidermide (3%), il che spiega perché a dispetto dell’alta protezione, ci si abbronza comunque.

Consigli per un’abbronzatura sana

Come regola generale ricordiamo che sarebbe meglio applicare un buon prodotto solare almeno 15-20 minuti prima dell’effettivo bagno di sole. Ciò permette un assorbimento migliore e senz’altro più omogeneo del prodotto sull’epidermide.

Inoltre il consiglio è di usare liberamente e generosamente il prodotto solare, senza pensare al “risparmio”. Secondo un recente studio americano, gli utilizzatori di prodotti solari tendono ad applicare il 50% del prodotto raccomandato, ricevendo dunque solo il 50% del beneficio offerto dalla relativa protezione.

Attenzione, se si stanno utilizzando prodotti anti-age esfolianti a base di AHA o a base di acido retinoico e derivati, la pelle risulta molto più vulnerabile ai danni provocati dal sole, poiché lo strato epidermico risulta più assottigliato.

Scottature? Ecco cosa fare

Scottarsi è un bel problema, ma ciò che viene sempre sottovalutato è che la scottatura continua a svilupparsi nelle immediate 12-24 ore dopo l’inizio del fenomeno.

È inutile ricorrere a prodotti solo idratanti da utilizzarsi come effetto tempone. Essi intrappolano il calore e permettono al danno da calore di aumentare ulteriormente. Serve subito dell’acqua fresca (non ghiacciata, il che sposterebbe ancora una volta il problema sull’epidermide con un’inutile e dannoso shock termico), quindi un buon doposole a base di componenti naturali antiinfiammatori come l’aloe vera, per esempio.

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